È a furia di non sorridere mai, di quell’espressione arcigna che si assume se invidiosi che ci si incartapecorisce e si diventa brutti.

Nel mezzo del Tuitter, incuriosita,
mentre dei cazzi cercavo la rizzatura,
giunse una voce, acida e sgradita.

Ahi come descriver cotal fognatura
di esta voce dalle mire nascoste
se non che, misera, la solita asfaltatura

prendea, e le solite batoste.

Anna Alighieri Salvaje

Le figlie femmine che crescono te lo dicono piano, con indizi sparsi e graduali. L’accenno di seno, un lucidalabbra nel bagno, una calza velata..
E poi una mattina di botto tuo figlio maschio ti saluta con un nuovo ed estraneo vocione, che ti dice che cresce anche lui.

Bello il “naufragar m’è dolce in questo mare”.
Ma quanta poesia in quel “Tu nun si’ razzista, si’ strunz”, amici!

Mi manchi così tanto che sento “tromba d’aria” al tg e penso “Che invidia..”

Scusate.

Anatema a voi che avete fatto travestire i vostri figli per Halloween!
Ora per colpa vostra il diavolo si riempirà la pancia di Kinder!

Io lo so che il Signore ti indica la strada, ma con google maps io mi trovo meglio, amici.

Ormai è un bel po’ che sto sul Tuitter.
E devo riconoscere che quelli che tuittavano acidamente tre anni fa, costantemente amminchiati sulle vite degli altri, tuittano acidamente tutt’ora.
Ancorati lì. Fermi, fissi, immobili.
Come i morti.
Auguri a loro.
#2novembre

Più che un velo pietoso ci vorrebbe una cappa di velluto nero pesante, amici.

Comunque io i santi non li reggo nemmeno presi uno ad uno.
Figuratevi tutti insieme, amici!

Avessero dato un podere dal terzo amante in poi, per ora sarei feudataria, amici.

Regola n.2 del Tuitter

È sempre quel che condividono gli altri sui social che “non si dovrebbe” e che è indizio di solitudine.
Mai quello che condividiamo noi. Mai.

Verrà la morte
e avrà gli occhi di tutte le donne stuprate, massacrate e uccise
che hai usato e strumentalizzato per fini politici.
E forse neanche allora ti vergognerai.

Anna Pavese Salvaje

Chieditelo.
In quell’attimo in cui la persona con cui discuti ti pare idiota e pensi che “meriterebbe” d’essere stuprata o che le stuprassero la figlia.
Tu che sei capace di augurare lo stupro a una donna.
Chieditelo.
Davvero pensi di non essere infognato di cultura dello stupro?

Lui sull’Himalaya e io a Milano che vago con la voglia potente di lui.
Vai. Vai pure sul tetto del mondo.
Ma prometti che al ritorno su quel tetto mi ci fai affacciare mentre sto a quattro zampe sul letto.

– Ho un certo languorino.
– Vuoi un dolce?
– No.
– Qualcosa di salato?
– No.
– Ma che cazzo di voglia hai?
– Quella! Quella che hai detto. Esattamente quella.

E poi ci sono i “difensori delle nostre donne” che augurano a chi non concorda con loro che gli stuprino la figlia.

– 4 stupri su 10 sono commessi da stranieri
– E allora 6 stupri su 10 sono commessi da italiani!

Io non so, amici. Ma di certo se due persone discutono così, i coglioni sono 2 su 2!

APPUNTI DI VITTIMOLOGIA

Vittima: Donna italiana
Carnefice: italiano
->”Lei se l’è cercata”

Vittima: Donna straniera
Carnefice: Carabiniere
->”Lei mente”

Vittima: Donna italiana
Carnefice: Straniero
->”Sti africani!”

Vittima: Ragazzo
Carnefice: Carabiniere
->”Il ragazzo era un tossico”

E niente. La parola preferita da tanti non è Libertà. E nemmeno Scopare (che almeno avrebbe un senso).
A loro piace la parola “Vietato”, ché senza non sanno gestirsi.

Se mi accontento di “Due cuori e una capanna”? Non so.. mi pare riduttivo..
Ma non per la capanna, ma perché nulla si dice del cazzo, amici.

VADEMECUM PER QUANDO PESTI UNA MERDA SU TUITTER
1 Pestarla perbene
2 Se commentati scrivere “Mi stanno attaccando!”
3 Cancellarsi
4 Aspettare qualche giorno
5 Leggere in tl i “Poverino, l’han messo alla gogna e fatto cancellare”
6 Tornare con “Rieccomi! Non la do vinta al branco”

Comunque non è vero che i coglioni vanno in coppia, spesso sono in tanti e stanno tutti vicini vicini, amici.

Dietro un dito puntato alla strega di turno c’è sempre una folla silente.

Non c’è niente di male a fare sesso in cambio di qualcosa, amici.
Io per esempio l’ho sempre fatto per avere il cazzo.

È inutile cercare di analizzare razionalmente la fine di un amore: il cuore che avevamo donato ci torna semplicemente indietro.
Senza avvisare, né spiegare.

A volte basta spostarsi di poco e guardare da un’altra angolazione per accorgersi che non rinunciamo mai, ma che costantemnte scegliamo.
Ed è diverso.

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