Si sono scritti tanti tuit sui selfie “volgari” e quelli raffinati.
Ma la differenza è questa:
Se i selfie sono nostri o delle amichette nostre, sono ironici o raffinati
Se sono delle altre sono volgari.

E questo è quel che ho imparato dei selfie volgari e raffinati sul Tuitter.

Avete mai notato che le donne che tuittano contro i selfie delle altre lo fanno in maniera metodica, costante? Che sono attentissime a cosce, scollature, capezzoli… Non gliene sfugge uno!
Io non escluderei che in fondo al cuore vorrebbero sbafarsi perbene una patata, amiche.

Ma chi lo dice che la quotidianità annoia?
Dipende da cosa è fatto il tuo quotidiano. Ché quando ti scopa come cristo comanda tutti i giorni, col cazzo che viene a noia la quotidianità, amiche!

Dovremmo essere più onesti: non è che non ci meritano, è proprio che non ci vogliono. È diverso.

Oh dolci baci.. oh languide carezze,
ma pure certe pecore che Tosca, scusa, ma tu te le sognavi co’ Cavaradossi che stava sempre a pitta’.

Che voglia di tenerti le mani e guardarti negli occhi mentre vado su e giù.

Mi manca la carezza del tuo sguardo, il suono della tua voce, la tua mano fra i miei capelli.
E mi mancano tutte le favole belle che mi narrano i tuoi occhi mentre ti succhio il cazzo.

Si stava meglio quando mi consumavo ad amarti fino a farmi mancare il fiato. E non adesso che mi consumo di nostalgia.

Il silenzio forse non è sempre d’oro.
Ma di certo talvolta ti evita di fare clamorose figure di merda, amici.

È a furia di non sorridere mai, di quell’espressione arcigna che si assume se invidiosi che ci si incartapecorisce e si diventa brutti.

Nel mezzo del Tuitter, incuriosita,
mentre dei cazzi cercavo la rizzatura,
giunse una voce, acida e sgradita.

Ahi come descriver cotal fognatura
di esta voce dalle mire nascoste
se non che, misera, la solita asfaltatura

prendea, e le solite batoste.

Anna Alighieri Salvaje

Le figlie femmine che crescono te lo dicono piano, con indizi sparsi e graduali. L’accenno di seno, un lucidalabbra nel bagno, una calza velata..
E poi una mattina di botto tuo figlio maschio ti saluta con un nuovo ed estraneo vocione, che ti dice che cresce anche lui.

Bello il “naufragar m’è dolce in questo mare”.
Ma quanta poesia in quel “Tu nun si’ razzista, si’ strunz”, amici!

Mi manchi così tanto che sento “tromba d’aria” al tg e penso “Che invidia..”

Scusate.

Anatema a voi che avete fatto travestire i vostri figli per Halloween!
Ora per colpa vostra il diavolo si riempirà la pancia di Kinder!

Io lo so che il Signore ti indica la strada, ma con google maps io mi trovo meglio, amici.

Ormai è un bel po’ che sto sul Tuitter.
E devo riconoscere che quelli che tuittavano acidamente tre anni fa, costantemente amminchiati sulle vite degli altri, tuittano acidamente tutt’ora.
Ancorati lì. Fermi, fissi, immobili.
Come i morti.
Auguri a loro.
#2novembre

Più che un velo pietoso ci vorrebbe una cappa di velluto nero pesante, amici.

Comunque io i santi non li reggo nemmeno presi uno ad uno.
Figuratevi tutti insieme, amici!

Blog su WordPress.com.

Su ↑