Voglio che tremi
al pensiero di me che voglio usarti
E tu usami,
-usami, usami fino in fondo-
non temo le esagerazioni,
non temere le mie.

Lasciati amare
come voglio e posso.
Sii mia Carne Viva
e non temere
anche se avrò fame
sarà il mio demone a farmi digiunare
con la sua onestà.

Il mondo lo hanno sempre cambiato i folli, gli eretici, le streghe ed i ridicoli.
Non i greggi.

..è la tua voce che mi attraversa pelle, ossa e cuore e che mi fa tremare, ché due porcate me le saprebbero dire tutti.

L’occhio vuole la sua parte, vero.
Ma per certe cose lascia giudicare la tua fica.

La meraviglia di quando il dopo ha qualcosa di magico e non solo tre ciglia sparse sul lenzuolo.

Di quelle notti in cui fissi il vuoto e quello si gira dall’altra parte.

Voi continuate pure ad usarlo come insulto e improperio.
Ma io ho una voglia di “attaccarmi al cazzo” che è quasi poesia.

Che ti piace da vivere lo capisci se ti emoziona vederlo.
Ma anche se quando gli succhi il cazzo desideri altre mani che ti aprano le natiche.

Il primo vero atto d’amore per una relazione sana è un abbraccio da fare a noi stessi.

Ancora notte e ho voglia di una delle nostre notti rubate, di quando mi fai da pipistrello e mi porti via da me.

Sei unico perché mi sussurri frasi che sono l’esatta radiografia delle sconcezze nella mia mente, ché a dirmi due porcate son bravi tutti.

Altro
Finirà:
è l’ordine fisiologico delle cose
Ma quanto è dolce adesso
nutrire la tua forza
per cavalcare Donne e Arcobaleni
Respira & Risplendi

Il mio personale e umile omaggio a Pasolini ieri è stato non scrivere nulla.

Se quando discutete animatamente non ti molla la voglia che ti zittisca la bocca con l’argomento che tiene fra le gambe è quello giusto!

Ci fotte pensare che comunque ci sarà sempre il tempo.
Non è così. Non sempre.

Amare significa non dover mai dire “Mi dispiace, il culo non te lo do.”

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