Nei femminicidi l”omicida ammazza la compagna che lo lascia.
L’assassino lo dice: “Non puoi decidere e smettere di essere mia”
E la uccide.
Quando si pubblica foto di carnefice e vittima insieme di fatto si dà ragione all’assassino: lei non smette di essere sua.
Neanche da morta.

Come se la “scomparsa” fosse dovuta a una tragedia, a un terremoto, un incidente stradale.. e non a un “capofamiglia” che ha ucciso le “sue donne” e poi s’è suicidato.
Funerali di carnefice e vittime insieme.
Quasi a rimarcare che restano “sue donne”, pure dopo averle ammazzate.

Molti uomini amano dire di sé “Sono un vero porco”.
Poi ci vai a letto e li scopri schifiltosi come un vegano in una steak house, ché molti con “Sono un gran porco” intendono solo che gli piace metterlo in figa e farselo succhiare.
Bella forza, nevvero?

Non fidatevi, amiche.

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

Ma se comprate le armi da noi possiamo discuterne, dai.

(Art.11 Cost. – Versione autentica)

Quando si parla di diritto alla 194, son tutti pronti a contrastarlo e a chiamare persino l’embrione “bambino”.
Ma se non ti fanno il cesareo programmato, se ti rimandano a casa e dopo partorisci un bambino morto, questo torna “feto”.

Questi “raptus” che prendono gli uomini che uccidono le donne sono incredibili!
Il “raptus” arriva, ammazzano le compagne, a coltellate, a martellate, a botte..
ma poi, quando devono suicidarsi, niente!
Il “raptus” si ferma e non si suicidano.

Maledetti loro e voi che ci credete.

Avete presente quando da bambini i nostri genitori ci sembravano onnipotenti? Poi, crescendo, via via li abbiamo ridimensionati, e abbiamo iniziato sempre più a vederli con tutti i loro limiti e le loro debolezze.

Forse la stessa cosa accade con dio, amici.

I frigoriferi non hanno senso di esistere al polo Nord.
Un po’ come l’ergastolo ostativo, che non ha senso di esistere nei paesi dove non c’è cosa nostra. Non in Italia, perché è quella l’unica cosa che davvero temono i mafiosi!

Quando di fronte al racconto di una vittima (di prevaricazioni, di abusi, di truffe..) commentiamo con
“Ma tutti tu li trovi?”
“Ma come ti sei ficcata in questa situazione?”
“Ma te li cerchi col lanternino?”
in pratica stiamo riservando la parte attiva, la “colpa”, alla vittima: è lei che “si ficca”, è lei che “li trova”, è lei che “se li cerca”.

Facciamoci caso, amici.

E mentre in Africa ogni mattina leoni e gazzelle si svegliano e iniziano a correre, nel resto del mondo ogni mattina un coglione si sveglia e scrive sui social che se il tuo uomo ti mena la colpa è tua che te lo sei scelto.

Qual è la paura più grande per un bambino se non perdere la mamma?
Che chi uccide è un criminale è così ovvio che è stupido ribadirlo.
Ma uccidere la madre dei propri figli significa qualcosa in più: significa che chi è violento non ama.
Nessuno.
Altro che raptus e gelosia!

Pestano le mogli ma ci tengono a convincere il mondo che sono padri amorevoli.
Prendete Maurizio Quattrocchi ad esempio: ha un profilo Fb pieno di foto di lui abbracciato alle figlie.
E invece poi prendono un coltello, si appostano di notte e a quei figli che “amano tanto” ammazzano la madre.

Sono una donna semplice: per me l’importante è che il maiale non me lo tolgano dal letto, ché i tortellini posso mangiarli anche al pollo, amiche.

Dicono le bolognesi Ok, i tortellini li faranno pure col pollo, ma che l’altra cosa non la cambieranno mai.

Scherza coi tortellini ma lascia stare i pompini.

Anna Identitaria Salvaje

Si sono chiamati INCEL perché “Insomma Non Ci tira né si Erige più L’uccello” era troppo lungo.

Ma adesso che non vengono più “prima gli italiani”, vengono prima le loro donne?
Se così fosse le coppie saranno più solide, ché una buona intesa sessuale cementa, amici.

Non ti curàr di loro, ma guarda e passa.
Però se nel passare a qualcuno di loro dai pure un calcioinculo è meglio.

Anna Alighieri Salvaje

Comunque essere dei cazzoni e avere il cazzo grosso son due cose parecchio diverse.
Non confondetevi, sennò poi rimediate la fregatura, amiche.

Mi hanno fatto notare che la sinistra quando si scinde lo fa in due esemplari più piccoli. E, ragionevolmente, la stessa cosa accadrebbe al cazzo.
Quindi no. Due cazzi piccoli al posto di uno grosso, no.
Correggo: non spero più che si scinda.
Scusate.

Ogni volta che vado a letto con un uomo di sinistra spero che quello dopo un primo giro si scinda e diventino due.
E poi ancora e ancora.
Così mi farei una bella gang, amiche.

Riuscire a dire “Se l’Arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescoviscostantinopolizzasse, vi disarcivescoviscostantinopolizzereste voi come si è disarcivescoviscostantinopolizzato l’Arcivescovo di Costantinopoli?” è difficile.

Ma pure “Scusa, ho sbagliato” non scherza, amici.

Gente che si vanta di essere stata o di essere una Tweetstar…
Io proprio non capisco. Che c’è da vantarsi?
Capirei l’esser stati o essere una pornostar, ché lì, sì, avrebbe davvero senso, amici!

E niente. Lui ti tormenta con la sua “gelosia”, lui ti offende, lui ti colpisce, lui ti mena.. ma la “vittima” è lui.
Non lei, NO. Lui! Vittima. Dell’alcol.
Pora stella.

La vera bestemmia è essere capre: è così che si offende il Mondo & la Vita.
Io ve lo dico, amici.

Quando fate da spalla al maschio coglione di turno che mortifica e vuol far sentire ridicola o brutta la donna che qui posta il corpo, vi dichiarate automaticamente sceme.

Ché lui sarà caprone, ma voi vi costruite da sole la gabbia vostra e delle vostre figlie, amiche caprette.

Ci sono azioni che suscitano disappunto e disapprovazione.
E ci sta.
Però se a farle è una donna, di più.

E questo è quello che subito impari già il primo giorno che entri su Tuitter.

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