E solo un attimo fa erano sorrisi e abbracci infiniti.
E sguardi. Col respiro concitato come alla fine d’una corsa.
E potente nel cuore la voglia di correre ancora.

Stateci voi ad aspettare i cadaveri dei nemici, ché io in riva al fiume ci ho fatto sempre all’amore.

È il troppo passato a cui restiamo ancorati che ci fa da zavorra e non ci fa volare.

Dire No al colesterolo é una scelta sana, ma pure dire No ai manipolatori emotivi non scherza, amici.

Io non so se ogni persona che incontriamo sta combattendo la sua battaglia.
Però a qualcuno di certo avanza del tempo per frantumare la minchia agli altri.

Belle quelle domeniche placide, di Mozart nell’aria, di torte nel forno che curano ansie da esami dei figli, di voci, di calore e sorrisi. Belle.
Ma pure quei mercoledì e giovedì che m’aspettano, a mangiarmi con gli occhi e la bocca il mio giovane amante, non scherzano, amiche.

Non è tanto la voglia di te, quanto voglia di noi,
del guardarti negli occhi e sentirmi guardata,
respirarti e scambiarci il respiro,
poi gustarti fino a “saperti” tutto,
col tuo odore che è già diventato ormai il mio.

Ah..le estati da ragazzina in campagna nella casa dei nonni.
Estati di giochi, di pane caldo sfornato al mattino, di sole, di cicale e grilli, di corse in giardino e tuffi nel fiume fino a settembre.
E poi le galoppate, infrattata fra le vigne, impalata sul cazzo del cugino Rino.

La strada per un mondo migliore in cui tutti rispettano tutti è lunga.
E le capre, si sa, vanno piano, amici.

Esistono migliaia di parole per esprimere l’amore.
Ma le più belle si dicono con la lingua quando resta muta.

A volte ci rammarichiamo e vorremmo più tempo, fra l’attimo in cui dobbiamo decidere e quello in cui imbocchiamo una strada fra tante.
Invece è meglio così, averne poco di tempo.
Ché è quel brivido di quando scegli che ci fa sentire Vivi.

Chissà come facevano un tempo i nostri avi a fare le rivoluzioni senza hashtag.

L’unico perdono che ci darà sollievo dobbiamo darcelo da soli, con un atto d’amore.. un abbraccio commosso a sé stessi.

Ah.. se solo tanti si accorgessero di quanto è brutto essere moralisti.
Non tanto perché cagano il cazzo agli altri, quanto perché perdono la voglia di giocare e ridere.

“Non fare il broncio ché diventi brutta” diciamo alle bambine.
E invece dovremmo dire loro di arrabbiarsi se è il caso, che non hanno il dovere di essere belle e remissive ma di farsi sempre rispettare.

Lo spessore delle persone si apprezza solo quando sono messe di fronte alle loro responsabilità.
Ché quando si fa luce a scappare sono gli scarafaggi.

Comunque su tuitter danno sempre gli stessi film. Cambiano gli attori, ma il copione è uguale.

La vita va presa a volte con gioco e leggerezza e a volte con impegno e serietà.
Ché è a vivere le cose solo ed esclusivamente sempre in un modo che nascono le nevrosi.

Comunque è tutto più semplice di quanto sembra: bisogna votare e rivotare fin quando non vince il PD.

Comunque la prossima volta invece di farci votare e farci perdere una domenica, ci telefonino dalla Germania e bon.

Mi ha telefonato la meritocrazia.
Niente. Rideva tanto che non ho capito che diceva.

Due cose sono infinite:
l’universo e la voglia di giudicare le vite degli altri.
Ma della prima non sono sicura.

Anna Einstein Salvaje

Quanto più bella l’umanità sarebbe se di fronte a una tragedia chi non vuole o non può provare pietà, sapesse almeno tacere.

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