La Pasqua non è dei credenti, ma di chi ama.
Perché Pasqua è rinascita.
Ed è solo quando ami davvero che ricominci e rinasci ogni volta che vuoi.

A volte sono le piccole cose che ci fanno felici.
Il messaggio inaspettato, la telefonata, uno sguardo, un fiore, una carezza, un sorriso..

Ma una bella chiavata come Cristo comanda non la batte nessuno, amici.

L’amore allo stato puro
è insieme condanna e liberazione.
Si impara
mischiando lacrime e passione
e divenendo sabbia seccata al sole.

Arriva sempre l’attimo speciale che cambia percezione e senso di ciò che credevamo noto.
Come una luce che d’improvviso illumina dettagli che da invisibili si fanno chiari e nitidi.
E tu rimani a chiederti “Com’è che non ho capito prima?”

Dice Heidi che certe caprette vanno prese a calci in culo, altro che “Ciao Ciao”.

Se una è capra, nun je poi dì “Sei un effetto del patriarcato introiettato”, je devi dì che è capra.

Anna Funari Salvaje

E comunque c’è differenza fra la nevrosi che è il prezzo di una sofferenza e quella che è semplicemente figlia dell’essere cattivi.

Quanto è dolce la nostalgia di certi ricordi.
Come quando l’odore del legno delle matite colorate ti riporta a quand’eri bambina.
O come quando percorri la via di bar e ristoranti dove facevi il “casting” agli uomini da scegliere per portarteli a letto.

Perché anche le Salvaje hanno un cuore, amici.

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