Ma esattamente gli “immigrati che si prendono le nostre donne” dove stanno?
Perché oggi l’uomo nero me lo farei.
Ma esattamente gli “immigrati che si prendono le nostre donne” dove stanno?
Perché oggi l’uomo nero me lo farei.
E comunque c’è differenza fra la nevrosi che è prezzo di una sofferenza e quella che è sorella dell’essere cattivi.
Abbiamo tutti le ali.
Solo che taluni evolvono in struzzi e taluni in gabbiani.
Danza con me:
io danzerò con te
e con i nostri demoni
fino a sfiancarli.
E quando vorrai riposare
sarò silenzio e giaciglio.
Proviamoci, ché a rassegnarsi si è sempre in tempo.
L’occasione non crea né plasma nessuno.
L’occasione rivela chi sei: se coraggioso, se ladro, se vile.
La primavera arriva sempre a ricordarci
che se non poti e non estirpi erbacce
non rifiorisci mai.
Ti amo e ti vivo
con la consapevolezza
che sei un sogno e che finirà.
Ma di quei sogni che restano dentro
e che nessun’alba
riesce a violare.
Prendere due piccioni con una fava è bello.
Ma anche prendere due fave con una passera non scherza.
Prendere due piccioni con una fava è bello.
Ma anche prendere due fave con una passera non scherza.
Non tutti i mali vengono per nuocere.
Le teste di minchia invece sì. Sempre.
Si inizia ad amare senza sapere amare.
Perché le bufere scoppiano all’improvviso.
Ci si logora
a sperare sempre in un’oasi
e a non rassegnarsi all’evidenza dei deserti
Baciami.
Ti bacerò più forte io
e farò a gara con te
per il bacio più nudo e più lungo.
Mi ha telefonato il male maggiore.
Dice che a forza di aumentare la soglia del male minore li stiamo facendo eguagliare.
Gli indescrivibili e incantevoli brividi nel tragitto dall’ovatta alla bocca del lupo.
“Non essere sguaiata ché sembri un maschio”
“Sei un maschio, non piangere come una femminuccia”
Del sessismo & le sue infinite declinazioni
Beati i coprofili, che a breve quando la merda ci sommergerà del tutto si sentiranno in paradiso.
Ciascuno dovrebbe avere una propria dichiarazione di indipendenza personale.
Peggio della vendetta e rappresaglia, il finto perdono.
Maturità è pure saper fare le valigie.
Io non me la tiro mai .
Metti che la lancio lontano e poi non la ritrovo!
Giudicata
per i vestiti, i cazzi presi, se hai figli o no ne vuoi o abortisci, se grassa, se ti sposi o no, se fai carriera..
Festa un cazzo
Beati gli ignari, ché forse non sapendo un cazzo vivono felici.
Dalla potenza del lampo sai sempre che tuono aspettarti.
Io, nel mio utero, se mi gira ci organizzo pure un rave.
Non è l’età che ci preserva dagli errori: ci si può sbagliare sempre, da giovani e da vecchi.
I vecchi si sbagliano solo da più tempo.
Di quelle scelte, iniezioni di amor proprio, che devono essere fatte.
Nonostante l’amarezza e la delusione.
Nonostante il disincanto.
Forse ogni corpo ha un suo codice nascosto, inciso con lettere segrete, visibile e leggibile solo a una certa luce e da determinate mani.