Pensavo fosse amore invece era sindrome di Stoccolma.
Ti amo perché non faccio fatica ad amarti.
Perché amandoti sono più Bella.
E Forte.
E Libera.
E Viva & Tua.
È difficile credere che esistano giovani così insensibili da bullizzare la coetanea in sovrappeso, ma poi basta aprire Twitter e leggere adulti che commentano il suicidio della ragazzina colpevolizzando la sua “debolezza” e la “superficialità” dei suoi genitori e si capisce tutto.
Di quei castelli così belli che talvolta dimentichi che son solo sabbia seccata al sole.
Scegliete uomini che non vi mettano bastoni fra le ruote, ma fra le gambe, amiche.
Non è l’amore che è cieco. È la speranza che è cieca e ci acceca.
Ché quando non siamo amati il cuore lo sente e lo sa, ma è la speranza che si ostina a illuderlo e illuderci.
Dice la pazienza che si è rotta il cazzo.
Deve essere l’anno del Capra Pride, altrimenti non si spiega.
Di quel profumo di “casa” che ha la tua pelle.
Sono le nostre catene che sopportiamo in silenzio che dovrebbero farci incazzare, non le libertà degli altri.
Scusate, mi confermate che il 100% degli uomini che sono contrari all’aborto non rimarrà mai incinto?
Grazie.
Tornando a casa, con te dentro agli occhi.
E se li chiudo, ci sei ancor di più.
Pensavo che sarei stata io ad insegnarti, a farti sperimentare, scoprire…
e invece sei stato tu a portarmi dove non ero mai stata.
Lo so. Sono un po’ grande per addormentarmi col ciuccio in bocca.
Ma nel sonnellino dopo l’amore se ho il suo cazzo così vicino non resisto, amici.
Grazie
…perchè illumini di Luce i miei percorsi,
perché versi vino caldo e dolce
quando non ho più parole
e ho la bocca secca.
Ti dedico i miei voli interplanetari,
ma spezzami le ali
e chiudimi la bocca
se mai sarò scontata
se mai sarò altro.
Ma i “pro-vita” lo sanno che per prelevare un organo dal clinicamente morto (e salvare altre vite) è necessario che il cadavere abbia dato consenso all’espianto in vita?
Che persino un cadavere ha quel diritto di disporre del proprio corpo che loro non riconoscono a donne vive?
Amarti e amarti.
Fino ad avere le lacrime agli occhi.
Una pozzanghera e il mondo si rivela.
Nell’automobilista cafone che ci sfreccia sopra sporcando i passanti
o nel bambino che gioca e ci salta dentro felice.
A volte sono le piccole cose che ci fanno felici.
Il messaggio inaspettato, la telefonata, uno sguardo, un fiore, una carezza, un sorriso..
Ma una bella chiavata come Cristo comanda non la batte nessuno, amici.
Un figlio nasce se nasce nel cuore.
Il resto è dettaglio.
Non è l’invecchiare che inacidisce o addolcisce:
il tempo che passa nutre solo quel che già sei.
Volevo scrivere un tuit sulla pelle che non dimentica, ma pensandoci bene forse è il cazzo grosso che ti rimane impresso e quindi niente.
Non è automatico che chi spettegola sugli altri abbia una vita vuota ed infelice, vero.
Ma è pure vero che se si spreca il tempo ad occuparsi di come gli altri vivono la loro poi è matematicamente certo che ne rimane poco per provare ad essere felici, amici.
Scusate, che la vita è bella è stato già scritto?
Mi piace più Pasqua che Natale.
Perché stare “con chi vuoi” (e con chi ti vuole) è molto più bello.
Oggi ho visto una coppia di anziani passeggiare mano nella mano. Lei ogni tanto si fermava appoggiandosi a lui, che la sorreggeva e le sorrideva teneramente.
Poi lei gli ha messo una mano sul pacco e lui le ha toccato il culo.
E io ho capito che sì, che l’amore esiste davvero.
Buondì amici!
Sto organizzando un tweetraduno con orgia in una villa a Como.
Requisiti richiesti: età 25-55, bella presenza, buona salute (certificata) e riservatezza
Per i disponibili a farsi filmare previsto anche compenso in denaro.
Inviare foto a salvajepescedaprile@gmail.com