Mi ha telefonato la mamma di quelli che fanno i tuit senza menzione.
Dice se possono venire in cucina che è pronta la merenda.

Sali da me. Ti faccio vedere la mia collezione di bozze di tuit per la festa della mamma che vi risparmierò anche quest’anno.

Volevo dire che “coglione”, “stronza”, “idiota”, “testa di cazzo”… so scriverli anche io.
Non lo faccio perché il non farlo fa emergere tutta la capritudine dell’interlocutore che invece li usa.
E poi perché non mi darebbe gusto: io provo gusto solo a fottere, amici.

Ve la ricordate la signora Longari che “era caduta sull’uccello”?
Bon. Il tuitter è pieno di signori Longari che cascano sulla fica: quando non sanno rispondere a una donna allora per denigrarla citano subito i suoi tuit di sesso, amici.

Ma che ne sapete dell’amore e del sesso se usate descrizioni degli atti sessuali per inventare insulti e offese?

Per la #giornatamondialedellalibertadistampa un pensiero ai giornalisti italiani che, in questo momento di confusione e instabilità, sono attanagliati dalla domanda “Ma esattamente quale culo dobbiamo leccare?”

Di quei tornando a casa piene di letizia
e il corpo indolenzito ti ricorda a chi appartieni, con malizia.

Mi geolocalizzo: passerò la giornata sul suo cazzo.
A stasera, amici.

Fissare all’infinito una macchiolina sul muro é alienante, vero.
Ma anche star qui per anni a blaterare su che scarpe e che abiti gli altri debbano indossare, che foto debbano postare, chi deve pagare la cena, che linguaggio debbano usare.. non scherza, amici.

Comunque io non ho la cricca rossobruna.
Prima di tutto sono mora, e poi me la depilo.

Ci stordiamo d’amore, di baci, abbracci, passione.
Ma è quando i corpi smettono di parlarsi, in quel “dopo l’amore”, che si coglie e si sente l’amore.

Oggi al parco c’era una coppia di anziani.
Lui era in silenzio, lei parlava e parlava, sparlando di amici, parenti e dei passanti del parco.
Lui, sconsolato e rassegnato, stava in silenzio.
Non ho capito nulla dell’amore, ma ho capito che chi è rompicoglioni lo resta per sempre.

Che i fatti contino più delle parole è stato scritto in migliaia di tuit.
Ma il tuit più bello me lo spiega Andrea. A letto.
Con spinte ben precise e susseguenti.

Rivoluzionari che accusano altri di essere pseudo-rivoluzionari da divano mentre loro fanno la rivoluzione stando ‘mbriachi al bar a guardare la partita ne abbiamo?

Forse questo villaggio avrà un solo scemo.
Ma quante capre, amici.

Comunque io non riesco a prendermela con quelli che qui han fatto dell’insulto e del denigrare gli altri la loro missione.
Anzi. Spero ci provino tanto gusto.
Poverini. Ché se son quelle le soddisfazioni che nella vita si prendono, pensate un po’ che vita di merda avranno, amici!

Comunque quando strumentalizzate la sentenza del processo per stupro in Spagna deviando il discorso sulla questione catalana, diventate uguali a chi qui strumentalizza e fa i distinguo fra stupri commessi da stranieri e da italiani.
Solo che voi strumentalizzate con più spocchia.

Per veder passare i cadaveri di alcuni nemici bisogna andare agli sbocchi delle fogne, non sulla riva del fiume, amici.

Ve lo ricordate Aylan? Il bimbo siriano morto sulla spiaggia?
Ne vedemmo la foto, un documento che atteneva a una tragedia collettiva.
Eppure il “dibattito” social fu solo sull’opportunità o meno di pubblicarla.
Un pensiero a Alfie e Aylan.
Vittime due volte di un mondo di merda.

Di quella emozione forte e potente che nasce e che in qualche modo, anche dopo, resta sempre nel cuore e non se ne andrà.
E basterà un suono, un odore, una voce.. per sentirla di nuovo: perché é viva e vive di vita.
Come un bimbo che nasce.

Scegliete un uomo che si chieda sempre non solo se la sua donna è felice, ma anche se le ha dato abbastanza cazzo, amiche.

Ogni volta che tra le persone con cui passo una serata c’è una donna con i suoi figli piccoli (quindi passeggini, pappine, pannolini, giochini..) m’investe la tenerezza del ricordo di quando erano piccoli i miei che DIOCARO MENOMALE CHE IO DA QUEL TUNNEL SONO USCITA!
Grazie Gesù.

Di quei risvegli gioiosi e emozionati, ché casa in cui mi sveglio è casa nostra.

Di quei “Se fosse mio figlio” che 8 su 10 un figlio non ce l’hanno o che con i loro fanno peggio.

“Nostre donne” un cazzo!
Non sono mai stata degli uomini che ho sposato, figuriamoci di quattro coglioni del web.

– Aboliamo l’art.18?
– Aspe’. Chiedo prima cosa ne pensa la bas..AH NO.

Quando un tuit è pieno d’amore lo si legge e si “sente”.
Lo stesso accade quando si rosica, amici.

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