È triste quando un uomo per insultare una donna le dice “troia”.
Ma ancora più triste è quando quella donna per difendersi dice “troia” alla madre di lui. Ché così facendo non fa altro che avvalorare quella modalità d’insulto.

Non solo. Se per difendersi da chi ci chiama troia ne insultiamo con “troia” la madre, stiamo praticamente affermando che la vita sessuale di una donna è motivo di vergogna per l’uomo che ne è in qualche modo “proprietario” (figlio, padre, marito, fratello).

Riassumendo: se uno è un caprone coglione diciamogli “coglione” e bon, amiche.

Di quest’amore che non finisce mai, che più ne prendo e più ne voglio.

Un poco come il cazzo, amici.

É la capacità di metterci in discussione, di decidere e scegliere di esser felici, pagandone il prezzo e le conseguenze, che ci rende belli.
E persone migliori.

Nelle sere d’inverno di fronte al camino sedevo con Nonna a guardare il fuoco e lei raccontava.
Diceva: “Quando non ci sono piedi che poggiano sul pavimento, ché si è tutti sul letto, non esistono regole”.

Io ragazzetta non la capivo, ma mi stava insegnando a scopare con gusto, amici.

Prometto di esserti fedele sempre,
nella gioia e nel dolore,
nella salute e nella malattia,
e di amarti e onorarti
fin quando mi sentirò amata.

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Dell’occuparsi dell’educazione sessuale e sentimentale di un giovane amante è eccitante pure pensare che persino la sua futura donna ci sarà grata, amiche.

Fa così caldo che fra un tuffo in piscina e una gang bang con Denzel Washington, Jude Law e Mike Tyson…
Niente. Sceglierei sempre la gang.

Perché chi è porca non tradisce mai la propria natura, amici.

Le bugie hanno le gambe corte e lo sappiamo.
È quando hanno pure il cazzo grosso che ci facciamo infinocchiare, amiche.

Che siamo davvero felici non si capisce se ci limitiamo a scrivere che lo siamo.
Si capisce davvero se non scriviamo nulla di gratuitamente astioso, rancoroso e invidioso degli altri.

Il miglior libro su come possiamo essere genitori migliori potranno scriverlo solo un giorno i nostri figli.

Si capisce tanto di noi in base a chi ci ama.
Ma si capisce ancora di più in base a chi ci odia.

Del tempo che trascorriamo insieme mi piace esserci.
Esserci nei mille momenti in cui i tuoi occhi fanno festa e ridono.
E abbracciarti forte in quell’unico istante che hai gli occhi tristi e taci.

Ci vorrà del tempo, ma anche dal dolore che più ci ha schiantato si rinascerà, prima o poi.
In un sorriso, un’emozione improvvisa o in un battito di ciglia di curiosità.
E ogni volta che si rinasce si è sempre più belli.

Comunque se mi dai il bastone e non la carota io non mi lamento.

È eccitante farsi bella per un uomo.
Ma quanto è più esaltante sentirsi più bella quando ti specchi negli occhi di lui.

Chi qui ci racconta di amore e di gioia forse inventa o forse no. Non lo sapremo mai.
Ma chi passa il tempo ad attaccare chi qui si racconta felice di certo ha una vita di merda, amici.

Il vero addio non si verbalizza.
Poi si potrà pure continuare a vedere quella persona, ma la si sentirà estranea e distante, ché l’addio da cui non si torna indietro lo si dice nel cuore.

Sono straordinari gli uomini che sanno scopare la mente di una donna.
Ma non perdiamo mai di vista quelli che ti mettono a pecora e che ti sbattono fino a farci dimenticare come ci chiamiamo, amiche.

Persino i momenti di sconforto oggi hanno in qualche modo Luce.
Perché ci sei tu con me, a tenermi la mano.

Comunque se mi capita di incontrare un bel nero, io non sto lì ad aspettare che accada un aneddoto antirazzista per poi venirvelo a raccontare qui.
Io me lo porto a casa, me lo scopo e bon, amici.

E poi ricevi dal tuo giovane amante una bellissima lettera d’amore che non contiene parole, perché è un bellissimo regalo per tuo figlio.

Dovevi essere solo la piccante trasgressione di una notte.
E invece sono anni che mi nutri d’amore e passione e mi colori la vita.

Non è l’età che ci preserva dagli errori: ci si può sbagliare sempre, da giovani e da vecchi.
I vecchi si sbagliano solo da più tempo.

Per le vacanze non scegliete di andare dalla parte della ragione, che è sempre affollatissima.

Sono stata tanto fortunata nella vita.
Ecco perché non spreco il mio tempo a nutrire astio e rancore, ma la ringrazio amando più che posso.

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