E comunque pure per essere libere di dire e scrivere cagate maschiliste dovete ringraziare una femminista, care amiche capre.

Dovremmo imparare ad aggiungere “E QUINDI STO ZITTA O ZITTO”
Tipo:
“Lui l’ha stuprata ma…E QUINDI STO ZITTA/O”
“Non sono razzista ma…E QUINDI STO ZITTA/O”
“Non sono scienziato ma…E QUINDI STO ZITTA/O”

Dai. Diffondete anche voi la pratica del “E QUINDI STO ZITTA/O”, amici.

E comunque ogni volta che un uomo precisa “Lui ha sbagliato, ma lei non era mica una santarella!” implicitamente dichiara che quando lui ha a che fare con una donna che “santarella” non è, è tentato di legarla, stuprarla e seviziarla per 20 ore.

Io ve lo dico, amici maschi.

Quindi, per capirci:
Alle vittime, magari giovani, si rimprovera di essere andate alle feste, e così essersi “esposte” a SUBIRE uno stupro.

Agli stupratori, adulti fatti, che organizzano feste PER STUPRARE, niente. Gli stupri “vengono da sé”, dicono. Come i temporali.

Io ci divento pazza, amici.

Prendiamoci le “grandi teste di cazzo” solo se parliamo di cappella, amiche.

Secondo me tanti da piccoli alla domanda “Tu cosa vuoi fare da grande?” rispondevano “La testa di cazzo!”
E son riusciti!

Altrimenti non si spiega, amici.

Nuda, una storia d’amore

Un diario intenso e potente. Per la carica erotica, l’onestà e l’assenza di ipocrisia.
Una storia d’amore che trasuda intensità e passione, raccontata con schiettezza e sincerità disarmanti.
Un libro che è un canto appassionato alla Libertà e all’Amore.
Il diario intero, in cartaceo e in ebook, si trova qui:
Un itinerario erotico verso la libertà, la coscienza di sé, la felicità.
Il diario di una donna che si pone come oggetto e soggetto di ricerca, osservatrice partecipante, con il suo corpo e i suoi sentimenti, per vedere qual è il limite della forza e della fragilità delle persone che si scontrano e si combinano.
Sfrontato, con l’andatura leggiadra e impudente della parola, lascivo e intriso di romantica sensualità, “Nuda” ci porta lontano dall’ipocrisia conformista che attanaglia gli occhi del mondo.
È narrazione oltre il giudizio.
Racconta il sudore, la lussuria, i movimenti impercettibili e insieme travolgenti, gli amplessi vivificanti. La pelle, le altezze — o gli abissi — dell’intreccio, erotico perché autentico, delle menti. Tutte cose che vogliamo, e dobbiamo, chiamare Amore.
Un libro sincero e diretto, sessualmente esplicito, vissuto con gioia e coraggio.
Un libro da regalare ad ogni persona che si ama, ad ogni persona che immagina sbagliati i propri desideri, a chi crede che il proprio sentire sia un errore.
Un libro che dice “Puoi!”
E non solo nella sessualità, ma in tutto quello che ci appartiene: desideri, passioni, nostalgie, mancanze, silenzi, traumi.
E ci svela il dolore della Libertà.
Qui le prime pagine gratuite del Diario:

– Sii benevolo, il mio è solo un diario porno, mica letteratura!
– No. Sarò obiettivo e spietato.
– Allora incrocio dita e gambe. Ah no, scusa. Le gambe non riesco: a furia di tenerle aperte ho scordato come si fa. Cazzo!

Li ricordate i difensori degli “italiani che non arrivano a fine mese”?
All’idea della patrimoniale sbraitano di FURTO (Meloni) e LA PATRIMONIALE È UN CRIMINE (Salvini)
E quelli che non arrivano a fine mese li applaudono.

Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere, amici.

“Lo stupro vien da sé”
Le capre invece stanno nei giornali dei caproni.

Anna Azzurra Barbuto Salvaje

Già. I “giornalisti” riportano le dichiarazioni di altri.
Però, toh, riportano solo quelle che sputano sulle donne morte ammazzate.
Giuseppe ammazza a coltellate la compagna Aurelia, mamma di 2 figli.
Lui simula un’aggressione ad opera di sconosciuti.
Lui per un po’ regge la versione davanti i carabinieri
Però era “lei che lo trattava come un cane eh”

In questi giorni pensavo che pubblicano libri cani e porci.
E allora mi son detta: “E che?!? Le porche no? Pure le porche devono pubblicare libri!!”

E niente.
Qui se c’è una porca, quella sono io.
E qui c’è Nuda, amici.

Peppino Impastato sfidò la mafia e il rischio d’essere ammazzato, pur di dire la verità. Chiamò pure suo padre mafioso, perché suo padre era tale, e tale lui lo chiamò.

Sto Mattia qua si caga addosso pure a dire che suo padre è maschilista. Altro che giornalista, eh.

C’era Pietro che “amava da pazzi” la ex.
Per “riconquistarla” va persino in un programma TV, Stranamore si chiamava. Lei però gli dice di No.
Tornato a casa, Pietro ammazza il nuovo compagno di lei, poi sequestra lei per ore e minaccia di ucciderla.

Ah! Quando scrivete “l’amava da pazzi” le mazzate che vi darei.

(Emblematico che, durante le ore del sequestro, Pietro chieda “le televisioni”.
“Datemi la televisione altrimenti la uccido”, ripete.
Pietro non sopportava l”affronto” di essere stato rifiutato, non sopportava che lei, da donna libera, aveva deciso. E voleva “le televisioni” per ristabilire pubblicamente il suo “potere”, perché tutti vedessero che aveva vinto lui, che le aveva dato una bella lezione.

Che amore e amore?)

Tr*ia, zocc*la, tardona, c*gna, zitella, mign*tta, vacca, putt*na, vipera, sgu*ldrina, baldr*cca, strega, bucchina, milfona, gattamorta, bag*scia..
Tutte parole inventate solo per noi, che non hanno corrispettivo maschile.
Non dite che non ci tengono in considerazione, amiche.

Continua a leggere

Che voglia di riempirmi gli occhi, le mani, la fica e la bocca di te.

PS: Scusate, anche il culo. Non l’ho scritto ma intendevo anche il culo. È stata una svista. Scusate, amici.

Per ricoprire posti di potere dicono che noi donne non siamo adatte perché “troppo emotive”. Quando però ci ammazzano perché li lasciamo, i “troppo emotivi”, poverini, sono loro. Che strano, amiche.

Non tutti gli uomini sono violenti o potenziali stupratori. Le donne lo sanno. È ovvio. Talmente ovvio che è sciocco precisarlo.

Ma quindi perché, se ci stuprano o ammazzano, “ce la siamo andata a cercare” perché dovevamo comportarci come se lo fossero?

Nella mia vita in me c’è stata sempre un po’ Lolita e un po’ mrs Robinson.

Ma alla fine ha sempre vinto la zoccola, amici.

Che bello: con il vaccino della Pfizer gli uomini staranno sempre a cazzo duro!

Sarà un Paradiso, amiche.

Scegliete uomini che non vi mettano il bastone fra le ruote, ma fra le gambe, amiche.

Non so se è l’inverno, la nebbia, le luci o l’aria del Natale vicino che mi fa romantica.
Ma quest’aria fredda mi riporta, struggente, al Natale passato, quando infreddolita rientravo in quella casa calda, tu mi aspettavi nudo e mi ficcavi il cazzo grosso e caldo in gola, amore.

Come è triste Venezia,
ma anche Catanzaro non scherza.

Anna Aznavour Salvaje

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