Ci sono donne che si “realizzano” diventando mamme, altre che vivono la maternità solo come una fase della vita, altre ancora che non ne sentono il bisogno.

Cosa c’è dietro il bisogno di “bacchettare” quelle che non vivono la maternità come noi se non una profonda insicurezza?

Donne che allattano e giudicano “poco mamma” chi non lo fa.
Donne che non lasciano il lavoro e giudicano “troppo mamma” chi smette per dedicarsi ai figli.
Donne che giudicano “donne a metà” chi non vuole figli.
Donne per cui l’UNICO modo d’esser madri e donne è, guarda caso, solo e soltanto il loro!

E se il bisogno di giudicare le altre fosse bisogno di rassicurarci, perché nel profondo ci sentiamo inadeguate e, invece di accettare come umana quella sensazione, la mettessimo a tacere puntando il dito verso le altre?
Ché chi è pacificata lo sa, “sente”, quanto la dimensione della maternità sia intima e privata e non esistono regole, se non di essere serena e rispettarne l’unicità.

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