Volevo dire che “coglione”, “stronza”, “idiota”, “testa di cazzo”… so scriverli anche io.
Non lo faccio perché il non farlo fa emergere tutta la capritudine dell’interlocutore che invece li usa.
E poi perché non mi darebbe gusto: io provo gusto solo a fottere, amici.

Ve la ricordate la signora Longari che “era caduta sull’uccello”?
Bon. Il tuitter è pieno di signori Longari che cascano sulla fica: quando non sanno rispondere a una donna allora per denigrarla citano subito i suoi tuit di sesso, amici.

Ma che ne sapete dell’amore e del sesso se usate descrizioni degli atti sessuali per inventare insulti e offese?

Per la #giornatamondialedellalibertadistampa un pensiero ai giornalisti italiani che, in questo momento di confusione e instabilità, sono attanagliati dalla domanda “Ma esattamente quale culo dobbiamo leccare?”

Di quei tornando a casa piene di letizia
e il corpo indolenzito ti ricorda a chi appartieni, con malizia.

Mi geolocalizzo: passerò la giornata sul suo cazzo.
A stasera, amici.

Fissare all’infinito una macchiolina sul muro é alienante, vero.
Ma anche star qui per anni a blaterare su che scarpe e che abiti gli altri debbano indossare, che foto debbano postare, chi deve pagare la cena, che linguaggio debbano usare.. non scherza, amici.

Comunque io non ho la cricca rossobruna.
Prima di tutto sono mora, e poi me la depilo.

Ci stordiamo d’amore, di baci, abbracci, passione.
Ma è quando i corpi smettono di parlarsi, in quel “dopo l’amore”, che si coglie e si sente l’amore.

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