Io non me la tiro mai .
Metti che la lancio lontano e poi non la ritrovo!
Giudicata
per i vestiti, i cazzi presi, se hai figli o no ne vuoi o abortisci, se grassa, se ti sposi o no, se fai carriera..
Festa un cazzo
Beati gli ignari, ché forse non sapendo un cazzo vivono felici.
Dalla potenza del lampo sai sempre che tuono aspettarti.
Io, nel mio utero, se mi gira ci organizzo pure un rave.
Non è l’età che ci preserva dagli errori: ci si può sbagliare sempre, da giovani e da vecchi.
I vecchi si sbagliano solo da più tempo.
Di quelle scelte, iniezioni di amor proprio, che devono essere fatte.
Nonostante l’amarezza e la delusione.
Nonostante il disincanto.
Forse ogni corpo ha un suo codice nascosto, inciso con lettere segrete, visibile e leggibile solo a una certa luce e da determinate mani.
Quando un giorno racconterò di noi parlerò di un tempo in cui la vita era un turbinio di musica e colori e io ridevo sempre.
Tutti libertari con i fondamentalismi degli altri.
Bisogna uscire dal bozzolo, per scuotere e spalancare le ali.
Secondo me, molti dall’utero non sono ancora usciti.
Ti guardo e penso che le mie aspettative han fatto bene ad avere la testa dura.
Di quel dolore potente che stordisce il reale,
come un pugile che crolla al tappeto e vede i contorni sfumare.
E lontana,
una voce che conta.
Non tenete sempre il dito sul grilletto.
Metteteci la lingua. (*)
(*) Tuit pacifista
Non ho invidia del pene.
Ho solo una sana voglia di cazzo.
Le abbiamo chiamate “missioni di pace” perché “guerre coloniali” pareva brutto.
Se ti penso forte rischio un orgasmo in differita
Il coraggio più grande non si vede in battaglia, ma nei sentimenti.
Una carezza in un pugno, solo se vi fate una sega.
Non è la gelosia il pepe dell’amore, ma la complicità.
Maliziosa.