È sciocco pensare che l’incertezza offuschi.
Invece illumina e chiarifica: ci dice che forse non vogliamo veramente.
Ché quando l’anima vuol davvero una cosa, nulla la confonde.

Di quando fai i bilanci e t’accorgi che le cose belle avute son più delle brutte.
Sarà stata fortuna, certo.
Ma anche il fatto che ogni volta ci hai messo il cuore.
E il cuore, si sa, pesa di più.

– Ma con una ragazza della tua età non avresti più cose in comune? Non saresti più felice?
– No. Perché non saresti tu.

Mi ha chiesto di lasciarlo andare a scalare l’Ama Dablam il prossimo autunno.
In cambio lui mi concederebbe una gang bang in primavera.
Ho rifiutato.
E niente. Alla fine sono più apprensiva che porca, amici.

Di quando vado dal parrucchiere la mattina presto e dell’aria frizzante che mi scompiglia poi la piega, mi piace il tornare a casa volando a mezzo metro da terra, per finire poi addosso a lui, disteso e nudo, tutto caldo di letto e di sonno.

Ho una Voglia pazza di diluirti
nella meravigliosa sensualità
di tutto ciò che accade
nella nostra dimensione.
Sei Bello
Respira & Risplendi

Il sorriso compiaciuto del genitore che scopre per caso dei preservativi nello zaino del figlio e la sua fronte corrucciata quando i preservativi li scopre nello zaino della figlia.
Sta tutto lì.

Dicono le 72 vergini del paradiso islamico che tutti i cosiddetti martiri arrivati lì ce lo avevano piccolo e moscio.

L’augurio più giusto e sincero da fare è solo uno:
“Ti auguro tutto quello che ti meriti “.

Stanotte mi è apparso lo spirito del Natale passato.
E niente. Me lo sono scopato.

Anna Dickens Salvaje

È importante non pestare le merde, certo.
Ma pure non farci comunella non scherza.

Non riconosci l’uomo dalle donne che corteggia.
E nemmeno riconosci le donne dagli uomini di cui si innamorano.
Però puoi conoscere le persone dalle merde con cui fanno comunella.

Quel desiderio nascosto di scoprire se una lingua di donna è davvero più morbida e dolce.
Se fare sesso con due uomini insieme è esaltante da far impazzire.
O anche solo cedere a quel collega di lavoro che vi ispira pensieri sconci.
Fatelo, amiche. Osate.
È Natale.
A Natale Puoi.

Perché a Natale non si dovrebbe essere più buoni. Basterebbe essere più felici, celebrando l’amore e la vita.
Il resto sarebbe solo conseguenza.

E niente. Quindi datelo e datela tutto l’anno, amici e amiche.

La tristezza di chi, alla fine, quando indietro non si torna, nel suo bilancio scoprirà d’avere sprecato tutto il suo tempo ad odiare invece che ad amare.

La speranza è l’ultima a morire.
Ecco perché in certi casi, per il nostro bene, va ammazzata prima.

E comunque stateci voi sotto Natale, ché io ho sempre preferito stare sopra.

Comunque prima di iscrivermi a Tuitter io mica lo sapevo che l’ironia è solo quando la facciamo noi o i nostri amichetti e, soprattutto, se é cattiva e “tocca” gli altri.
E che invece quando “tocca” noi o i nostri amichetti diventa “brutale attacco”.

Secondo me qualcuno voleva nascere merda.
E niente. È stato accontentato.

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