I disonesti intellettualmente li salva la loro stessa disonestà.
Ché se non lo fossero si schiferebbero da soli.
A volte penso che dovrei scrivere anch’io una lista delle cose che DEVE fare e delle cose che NON DEVE fare una donna per definirsi emancipata.
Ma vi amo troppo per farvi leggere certe cagate, amici.
Volevo scrivere una frase dolce e poetica per dire quanto mi manca nell’anima e nel cuore, ma continuo a immaginarlo che mi scopa forte a pecora e quindi niente.
Dei suoi occhi che brillano.
Con guizzi di luce che aumentano mentre vado su e giù.
Prendetevelo voi
l’amore con le regole
(teatrale e conveniente).
Io voglio intensità
e non assuefazione
e non patteggiamento.
Sbattimi.
Girami e rigirami.
Reinventami.
Entra nella mia bocca rossa,
invadendo ogni mio spasmo lessicale
e il mio più stupido anagramma.
Se fa sempre la vittima, se ti dice che non ha mai avuto amore, che é così perché non l’ami abbastanza, che solo se l’ami di più può cambiare e salvarsi..
Scappa.
Perché la vittima sei tu.
Di quella “fretta di te” che mi urla dentro.
Istante dopo istante.
Quante volte sto sul cazzo a mia insaputa.
Quando si dice “il destino”, amici.
Sul comò la foto sbiadita di Nonna col vestito a fiori, quello di quando andava in paese sulla corriera tutta impolverata.
Il viaggio era scomodo, la strada fra gli ulivi sterrata.
Ma Nonna ogni sabato andava al mercato dal Gino.
Perché anche a Nonna il cazzo piaceva tanto, amici.
Di quei tornando a casa con la consapevolezza che il “sentirsi arata” è in cima alla lista delle locuzioni preferite.
Il brutto della notte è che anche la speranza dorme.
Quelli che fraintendono in malafede son pessimi, vero.
Ma pure quelli che, pur di non scusarsi di una cagata detta o scritta, dicono d’esser stati fraintesi non scherzano, amici.
Quelli che “Chi sbandiera amore e felicità è esibizionista. Io non sono così: certe cose van tenute intime e segrete”.
E invece ce le state raccontando: ci dite che siete tristi e non amati.
Ché se foste amati e felici di quanto sbandierano gli altri non v’importerebbe una minchia.
Non so come facciate a non stancarvi di odiare.
Io è di amare che non mi stanco mai.
Non dirmelo col cuore in mano, dimmelo col cazzo in tiro, che lo capisco meglio.
L’unico modo per stendere sulle labbra il rossetto in maniera perfetta è pensare alla pompa che di lì a poco faremo, amiche.
Coloro che straparlano non vanno assecondati, vero.
Ma lasciar loro soddisfare la “sindrome dell’ultima parola” fa sì che finalmente ci mollino, amici.
Mentre le umane leggi se ne vanno a puttane,
io ti tocco
e riesco ogni volta
a inventarmi altre mani e altre lingue
raddoppiandomi il cuore.
Si stava meglio quando vi lamentavate dei tuit delle sacerdotesse del sesso, e non adesso che ci si scambia le foto private di ragazze.
Perché in definitiva si sa: meglio scemi che merde, amici.
Di fave e favole si ha sempre desio
e se di fave e favole andrete voi favoleggiando
favoloso sarà l’accetto mio.
Anna Veronica Franco Salvaje
Meglio arrizzacazzi che cagacazzi, amiche.
A far la donnetta gelosa e cagacazzi possiamo riuscirci tutte.
È essere amanti appassionate e complici che è raro, amiche.
Ai giorni della merla preferisco le notti dell’uccello.
Dicono che piangere dia sollievo.
Ma quella risata che ti scappa, inattesa e a sorpresa, ti dà una liberazione che non ha eguali.
Non ci posso far niente.
Quando un uomo mi racconta che con la sua bella donna non c’è più niente perché lei é spenta e non sembra più interessata al sesso, io mi sento stuzzicata.
E mi viene una voglia pazza di sedurla.
Amor a cor felice s’accompagna
sì come la perfidia all’infelice
ch’innanzi luce d’altre più si lagna
straparla, s’ammaligna e maledice.
La misera che pace non si dà ma all’ira,
leggendo d’altre piglio sorridente,
s’attrista e irrimediabilmente
s’amminchia de lo squirt prigioniera.
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Troverai chi non si è mai sposato, non ha mai divorziato, tradito, perdonato, mai figli, gravidanze indesiderate..che, tronfio e sicuro, sa qual è la cosa giusta da fare
Il tuit acido senza menzione non è un cinguettio.
È un coccodé.
– Voglio penetrare la tua anima.
– Ok. L’importante é che passi dalla fica.