Ciò che non ti uccide, divora un pezzo del bambino che è in te.
L’utero è nostro, ma ce lo gestiscono le femministe glamour.
È solo quando gli occhi non sono più cerchiati che puoi tornare a disegnar le stelle.
Bisogna amare sé stessi, al di là delle opinioni altrui
Ché l’amore per sé nulla ha a che fare con la vanità, ma è inizio dell’essere felici.
Nutriamoci di emozioni e non di sicurezze.
Ché quelle sono sempre inesistenti.
Ci credo solo se ci crede la pelle.
Sono così innamorata che rutto farfalle.
Irritazione e illazioni suscitate da donna che scrive di sesso:
1 è uomo
2 non tromba
3 è cessa
4 è na troia come tante
5 ritorno al punto 1
Le more più dolci e succose le ho sempre trovate fra i rovi più ostili.
Belli e forti come castelli.
Di sabbia,
che crollano giù con un dito.
Non ci sono strategie:
è solo amando e fidandosi che si impara
l’arte fragilissima di restare vivi.
Aiuterebbe pensare che ogni ragionamento razionale ha una sua fonte emozionale.
E indagare sulla nostra.
Viviamo inseguendo il mito di un’esistenza tranquilla.
Quando la vitalità è ritmo, sussulto, cambiamento.
Sarà facile come bere un bicchier d’acqua.
E poi ci affoghi dentro.
L’essere desiderati è esaltante, solletica la tua vanità.
Ma è desiderare che ti fa tremare e divenire un grumo pulsante e voglioso di vita.
Piccoli analfabeti funzionali crescono.
A far danni è il “mito della buona madre”, non le mamme serenamente imperfette.
Tutto torna. Però stavolta possiamo mandarlo a fanculo.
Imparate a zoppicare da soli, ché c’è più gusto.
Dobbiamo ammetterlo. La realtà ha fallito.
L’auspicabile laicità dell’utero.
È che a guardarti l’acquolina mi viene sulla lingua, nella fica e dentro agli occhi.
Invecchiare non è triste, se si è tanto goduto e vissuto.
È triste la vecchiezza che aggredisce a 30 anni.
Oltre le apparenze & di altri viaggi nell’anima.
È troppo giovane per te, disse l’esperienza
La gente disapproverà, disse la mente
È pericoloso, disse il cuore
Scopami Andrea, disse la fica
Di quelle aggressioni di dolcezza che sono devastanti.
Del peccato mi piace il reiterarlo.
Vi meritate una che dà della cessa a un’altra donna.
Il regalo più bello da fare ai figli è educarli alla disobbedienza.
Di quelle volte che non so se è più potente la voglia di allattarti o di essere allattata.