Pure un grande amore implode all’improvviso.
Di quella pacca sulla spalla che ha il sapore di un abbraccio.
Di una conversazione che è palesemente una lotta di potere, mi piace il non partecipare.
Se vuoi sapere com’è fatto realmente qualcuno, litigaci.
Meglio parole schiette e sincere, persino crudeli, che una comunicazione ambigua.
Di quella voglia d’amarti, così grande che fa luce da sola.
Copritevi, ché vi si vede tutto il mainstream del politicamente corretto.
Nessun cuore viene regalato:
un cuore può essere prestato.
Perché ce lo si riprende senza avvisare o chiedere permesso.
A volte siamo allodole e a volte siamo specchietti.
Guardando bene
tutto il mondo è palese.
Il bello non è cadere in tentazione, ma scivolarci piano.
È il silenzio che gela, non il freddo.
Perché il nostro lato più vero è quel che sa di peccato.
Copritevi, ché vi si vede tutta la puttanofobia.
C’è chi è morto per abuso di speranze.
Troppi scemi, per un villaggio solo.
Quanti abusi emotivi spacciati per “Lo dico per te, per farti migliorare.”
Beati gli ultimi, ché non hanno dietro nessuno che gli caga il cazzo.
E’ quello sciocco vizio di assimilare l’ignoto al pericoloso che ci fa restare fermi.
Di quei sogni che spalancano voragini nella mente.
La forza dei manipolatori emotivi è tutta e solo nel nostro bisogno della loro approvazione.
Ho cominciato ad amare i miei mostri.
E ora sotto il letto ho solo sassi colorati.
L’incomparabile bellezza di essere umani,
con altezze e miserie, volteggi e cadute.
Vi lascio il petrolio,
il giorno e i tramonti.
Io mi prendo
il fuoco e l’alba,
e orgasmi di suoni e di parole,
e corpi caldi.
Beati gli ultimi, che essendo vicino la porta possono scappare.
Perché la felicità è riservata a chi non teme d’essere imprudente e irresponsabile.
Mi ha telefonato Giordano Bruno, arso con la mandibola inchiodata il 17 febbraio 1600.
Gli ho dovuto dire che noi oggi si festeggia i gatti.
Piccoli scetticismi del cuore.
E poi, sorprendendoti, scopri
quanta pressione possono contenere le tue vene.
Quante emozioni da cui fuggiamo,
invece che prenderle a morsi e farci all’amore.