Come lasciarti andare, come?
Se sei nel desiderio che mi tiene viva?

– Raccontami una favola
– Era d’estate. E un giorno ti incontrai.

Quanto è infantile la pretesa di essere amati.
Ché l’amore non è un diritto, e nemmeno un dovere.

È ad occhi chiusi e con le braccia aperte che si fanno i salti.
Gli occhi aprili subito dopo per goderti il volo.

Ignorare ciò che non ci piace non è difficile.
Diventa difficile quando quel che non ci piace ci mostra i nostri limiti.

– Lo sai che non c’è rete di sicurezza?
– Lo so. Saltiamo?

Che brutto aver perso quel superpotere che avevamo da piccoli, che bastava chiudere gli occhi e sparivano tutti.

Il posto è bellissimo, ma mi sento estranea. Ché la bellezza non è più vera, né la sento mia se non sei con me.

Non si è gelosi “per natura”.
Di innata e “per natura” c’è la paura di essere abbandonati.

Ho voglia
di stringerti e schizzare oltre
per un secondo o mille anni,
staccare i piedi da terra,
farti da pipistrello
e portarti via da Te.

La paura più forte è sempre nell’attimo prima di lanciarsi.
Col paracadute, al circo sul trapezio e nell’amore.

E grida e offende e insulta e inveisce.
E crede d’essere potente e forte.
E invece la forza è tutta in chi lo guarda e tace. Perché sorride.

Non siamo noi che raccontiamo i nostri sogni.
Sono i sogni che parlano di noi.

Più crudele di una separazione non verbalizzata c’è solo quella fatta con una comunicazione ambigua.

Non sono promiscua. È la mia anima gemella che continua a reincarnarsi.

Beati quelli che non sono iscritti a Twitter, almeno non ci leggono.

Non è che l’amore ci cambia.
È solo che ci fa essere felici. E diventiamo più belli.

Amatevi voi, con le sicurezze, i passi certi e senza rischi, che io se non mi sento fragile non tremo.

La mia non è proprio insonnia,
è più voglia di cavalcare arcobaleni.

Indietro non si torna
Si torna sui propri passi e si ripristinano le situazioni.
Ma noi saremo diversi, ché quelli di allora non esistono più.

Come mi cuori tu, nel cuore fra le cosce e nel cervello, nessuno mai.

E ci sono quei passi che credevi falsi, ma che t’hanno poi fatto fare le danze più belle.

Il “parlarsi” contempla lo scambio emotivo.
Altrimenti è informazione. O, peggio, solo rumore.

Gli inizi più belli cominciano nella disperazione,
con un battito di ciglia
e il tuo stesso sorriso che ti sorprende.

Chi puote mai spiegar codesto dramma:
in vivo incendio il vostro uccel mi tiene
che più ne prendo e più il cor s’infiamma.

#tuitRinascimento

Non è che siamo ingenui o sprovveduti.
È che ogni volta che ci si innamora davvero torna il candore. E l’innocenza.

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