Ti brillano gli occhi:
saprai sempre estenderti a un sogno.
Rimetti il tuo primo cappello di paglia e sorridi.
Sei Bella.
Ed è già Primavera.

Accontentatevi voi, che io lo so che esistono gli arcobaleni.

Sali da me, ti faccio vedere la mia collezione di legittime difese.

Dovremmo trascorrere tutti, obbligatoriamente e per legge, almeno un giorno da misero e pezzente.

Manifestatela voi la solidarietà femminile di default.
Io sono solidale con chi è corretto e subisce scorrettezze.

Crediamo che la felicità s’unisca a stabilità e certezze
Ma quanto si è più felici quell’attimo in cui la felicità è così fragile che tremi?

3 fiammiferi accesi nella notte
Il primo per illuminare te
Il secondo me
E l’ultimo per illuminare la mia amica bionda

Anna Prévert Salvaje

Le donne non si picchiano perché non si picchiano gli esseri umani.
Non perché madri/sorelle/mogli/figlie o “fiori da proteggere”.

Quando Dio creò la donna di Charles
fece l’Universo.
Ma fu quando creò te disteso a letto
che fece il suo Capolavoro.

Anna Bukowski Salvaje

Giudicata
Per i vestiti, i cazzi presi, se hai figli o non ne vuoi, se grassa, se abortisci, se non ti sposi, se fai carriera..
Festa un cazzo!

Mi ha telefonato Freud.
Dice a proposito di quelle che parlano sempre di “troie” o di “troiaggine” che… niente, ci rinuncia pure lui.

Non è che penso continuamente a te, è che mi rimani dentro.
Ti Sento e non mi lasci mai.

Di quando qui “era tutta campagna” mi piace che io non c’ero.

Ho una voglia di amarti che solo al pensiero che fra poco lo faccio vacillo.

Chi è vile e miserabile con gli altri, prima o poi lo sarà pure con te.
Perchè vili e miserabili lo si è dentro. E lo si è per sempre.

L’orgoglio felice di avere un Picasso e d’improvviso il disincanto di scoprire che è un falso.
Così certi amori.

Aspettatela voi la Primavera, ché io ho lui e un’estate dentro che non passa mai!

Comunque se siete sempre ostili e astiosi vuol dire che l’astio con voi si trova veramente bene.

Sto pensando che potrei a occhi chiusi plasmare una statua di te: le mie mani ti sanno a memoria.
E nel dubbio, in aiuto, dei guizzi di lingua.

Ce l’avete il giorno in cui avete iniziato ad amare?
Perché io non lo ricordo.
So solo che fatico a ricordare com’ero io prima di amare lui.

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