Stai sempre attento a non lasciarmi segni..
Eppure ogni volta torno a casa con la pelle gravida delle tue impronte..
Di quelle volte che vinci davvero solo se ti arrendi.
Mi ero seduta dalla parte della ragione, ma era piena di donne e io avevo una gran voglia di cazzo.
E niente. Mi sono alzata.
Io mi faccio sempre i cazzi miei. Perché modestamente me li scelgo sempre belli e grossi.
Di quelle volte che torneresti indietro sui tuoi passi solo per cancellare le orme.
Dietro ogni scemo c’è sempre un villaggio.
Vi meritate uno che vi chieda “Ma tu sei clitoridea o vaginale?”
“E quindi le stelle uscirono a riveder noi due.”
(Anna Alighieri Salvaje)
Sei il mio vizio più bello e più intenso.
E abbiamo ripreso il viaggio
in giacigli odorosi di noi
con cent’anni e un minuto in più negli occhi
e questa cicatrice che mi fa più bella.
Il ridicolo è negli occhi di chi guarda.
Il gusto porno della vita.
Mi incastro nelle emozioni, non tra le morali.
Nel presepe io ci metto pure la celere che esegue l’ordinanza di sgombero della capanna abusivamente occupata.
Tenetevi i vostri “te l’avevo detto”, ché i miei “l’ho voluto io” hanno più gusto.
Invadimi
senza dire grazie
o chiedere permesso
Trema e fammi tremare
Osami & Usami
E vivi e godi con me
ciò che per tanti
è fonte di nevrosi.
Comunque l'”uomo nero” più che spaventarmi mi ha sempre eccitato..
Mi chiavi così bene da farmi diventare romantica pure la fica.
Io nel presepe ci metto pure un locale prive’.
Non comando al cuore, figuratevi alla fica.
È l’invidia e la cattiveria che incartapecorisce, mica le rughe.
Adoro come mi leghi a te,
senza giochini di possesso
che rasentano la demenza,
ma favorendo Voli & Arcobaleni
al di là di ogni cappa di grigio.
È bello trovare con chi puoi realizzare le tue fantasie erotiche, ma trovare chi te ne fa desiderare di nuove è deliziosamente più esaltante
ODE ALLE PALLE
Le canto
-nascoste dal cazzo
che ruba loro la scena-
si prendono la giusta rivincita
colpendomi il culo
mentre mi scopi forte.
Le tue palle.
A saperlo prima era meglio andare a fanculo da piccoli.
Quanti coltelli per una piaga sola.
E’ l’uomo giusto se ha le palle, non se te le mette al piede.
A furia di voltarci dall’altra parte ci verrà il torcicollo.
Voglio che tremi
al pensiero di me che voglio usarti
E tu usami,
-usami, usami fino in fondo-
non temo le esagerazioni,
non temere le mie.
Non buoni propositi, ma ottimi orgasmi.