Quando è disteso con gli occhi chiusi, dopo un giorno intero passato a farci l’amore, e si addormenta, mi piace stare nuda addossata a lui, al suo corpo rilassato, pelle contro pelle. Mi piace guardarlo da vicino, guardargli il viso, le ciglia che vibrano un poco se sta sognando, la bocca appena dischiusa, la barba che si è fatto crescere per me, per sembrarmi più grande, i capelli neri e lunghi, tenuti così perché io adoro toccarglieli, passarci le dita.
«Che cosa vuoi?», gli dico piano per non svegliarlo. «Vuoi la mia mente? Te la do. Il ventre che ha dato la vita? Il seno che ha allattato? Te li do. Vuoi il cielo? Lo prendo e te lo do. Ti do tutto. La mia follia, le mie rughe, i miei segreti, la passione, l’incanto…».
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