La forza dei manipolatori emotivi è tutta e solo nel nostro bisogno della loro approvazione.

Ho cominciato ad amare i miei mostri.
E ora sotto il letto ho solo sassi colorati.

L’incomparabile bellezza di essere umani,
con altezze e miserie, volteggi e cadute.

Vi lascio il petrolio,
il giorno e i tramonti.
Io mi prendo
il fuoco e l’alba,
e orgasmi di suoni e di parole,
e corpi caldi.

Perché la felicità è riservata a chi non teme d’essere imprudente e irresponsabile.

Mi ha telefonato Giordano Bruno, arso con la mandibola inchiodata il 17 febbraio 1600.
Gli ho dovuto dire che noi oggi si festeggia i gatti.

E poi, sorprendendoti, scopri
quanta pressione possono contenere le tue vene.

Quante emozioni da cui fuggiamo,
invece che prenderle a morsi e farci all’amore.

È solo quando gli occhi non sono più cerchiati che puoi tornare a disegnar le stelle.

Bisogna amare sé stessi, al di là delle opinioni altrui
Ché l’amore per sé nulla ha a che fare con la vanità, ma è inizio dell’essere felici.

Nutriamoci di emozioni e non di sicurezze.
Ché quelle sono sempre inesistenti.

Irritazione e illazioni suscitate da donna che scrive di sesso:
1 è uomo
2 non tromba
3 è cessa
4 è na troia come tante
5 ritorno al punto 1

Le more più dolci e succose le ho sempre trovate fra i rovi più ostili.

Non ci sono strategie:
è solo amando e fidandosi che si impara
l’arte fragilissima di restare vivi.

Aiuterebbe pensare che ogni ragionamento razionale ha una sua fonte emozionale.
E indagare sulla nostra.

Viviamo inseguendo il mito di un’esistenza tranquilla.
Quando la vitalità è ritmo, sussulto, cambiamento.

L’essere desiderati è esaltante, solletica la tua vanità.
Ma è desiderare che ti fa tremare e divenire un grumo pulsante e voglioso di vita.

A far danni è il “mito della buona madre”, non le mamme serenamente imperfette.

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